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Villa Pisani Bonetti '16

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Villa Pisani Bonetti ‘16. Scultura intervento, 2016
acciaio corten, 300x900x77 cm

Villa Pisani Bonetti, Bagnolo di Lonigo, Vicenza

“…L’intervento per Villa Pisani declina questa poetica delle contestualità di Staccioli, ad oggi insuperata per unicità e coerenza, in una relazione creativa con l’edificio palladiano, commisurando l’invenzione di una forma inedita per l’artista in rapporto ad alcune coordinate dimensionali e vettoriali del sito. Lo scultore ha scelto di intervenire sul margine dello spazio attorno all’edificio di Palladio, mettendosi idealmente in relazione con l’angolo sinistro della facciata principale. Osservando la sua scultura dall’edificio, essa funziona come un ponte d’ideale connessione tra due grandi alberi, inserendosi otticamente tra di loro, e mettendosi anche in relazione fisica con il muro esterno di cinta.
La forma della scultura, la cui colorazione rossastra sottolinea la sua alterità di entità costruita nel presente (rispetto sia al contesto naturale sia all’edificio rinascimentale), è quella della sezione anomala di una sfera. Il lato corto della sua morfologia indicativamente triangolare, è arrotondato in una ogiva allungata, che produce un effetto dinamico, di movimento e sospensione ulteriore della sua già intenzionalmente precaria collocazione.
In una variante alternativa rispetto a quella poi realizzata, Staccioli aveva concepito anche la possibilità di una forma meno allungata, che si sarebbe messa in relazione con uno soltanto degli alberi che ne costituiscono ora l’ideale cornice di osservazione: una soluzione poi abbandonata, in favore di questa forma più distesa, che abita lo spazio attorno alla villa come un grande vettore di futuro.
L’equilibrio sospeso evocato da questa “scultura intervento” è una delle componenti che ricorrono nell’opera di Staccioli, in particolare a partire dagli anni Ottanta; così come il triangolo è un esplicito richiamo di sue forme precedenti. Tra le sue sculture più vicine a questa morfologia, si può citare quella realizzata per il Museum of Contemporary Art San Diego di La Jolla, in California, nel 1996: concepita per una delle terrazze, interpreta con un grande triangolo rosso allungato la relazione tra l’edificio postmoderno e la sua apertura, fisica e ideale, sull’Oceano Pacifico. Queste componenti vengono variate nell’intervento a Villa Pisani dall’ogiva allungata, a sottolineare l’instabilità intenzionale e significante dell’opera: la sezione geometricamente anomala è il prendere vita della forma, che si attiva in una flessione più organica e in un dinamismo più accentuato, a contraddire ed estendere le coordinate primariamente ortogonali dell’architettura palladiana.
Con la sua scultura, Staccioli immagina e reinventa ogni luogo come possibilità reale di esperienza: come nell’architettura di Palladio, assistiamo al distendersi sotto i nostri occhi dell’essenzialità di una geometria elementare, eppure sorprendente per l’esattezza con cui interpreta le nostre relazioni con gli spazi vissuti e attraversati. I suoi interventi sono da sempre caratterizzati da forme basilari, declinati secondo minime variazioni o invenzioni, ma nonostante le loro strutture geometrizzanti, rifiutano la prospettiva di riduzione formale propria della scultura Minimal. Rispetto all’orientamento high-tech e autoreferenziale di quest’ultima, la prospettiva di Staccioli si distanzia per la consapevolezza di una specificità umanistica, sempre relazionata a un’esperienza che non è mai puramente percettiva e formale, ma anche e soprattutto storica e significante: un possibile intervenire nel mondo con il linguaggio dell’arte, ma in uno spazio e tempo costantemente vissuto dall’uomo…”.
Francesca Pola, Mauro Staccioli: umanesimo del formare il mondo, pp.23-26, Catalogo della mostra, 2016